>>> “Non Luogo” a Sciacca

“Il termine “non luogo”, coniato dall’antropologo francese Marc Augè, si riferisce a tutti quegli spazi contraddistinti dall’assenza di un’identità riconducibile ad imprinting localistici. Centri commerciali, Fast Food, multisale cinematografiche, aeroporti, stazioni ferroviarie, aree di servizio autostradali, costituiscono luoghi di transito in cui si organizza la Società provvisoria, dove non si determinano vere relazioni individuali ma flussi di passaggio che si disperdono senza lasciare tracce né memoria. “ (Cit.)

A Sciacca ci sono “non luoghi” ?
In base alla definizione antropologica si direbbe di no, perché noi saccensi non abbiamo quelle strutture che ospitano flussi di gente come descrive Marc Augè. Ho voluto però fotografare a Sciacca quei luoghi in cui il saccense vive, ovvero trascorre la sua vita nella fuggevolezza , nella transitorietà e nell’effimero degli spazi pubblici. Ho fotografato spazi a noi comuni di cui ormai non conosciamo più l’identità originaria, ne tanto meno ne attribuiamo una nuova, gli scatti sono pertinenti a luoghi conosciuti, direttamente a contatto con il quotidiano, ma sono alienati dal nostro utilizzo, marginali e periferici alla nostra cultura civica e non poniamo rimedio per ridare loro dignità e funzione. Alcune foto poi registrano spazi in condizione di luce, composizione e grafismo tale da non riconoscerne il luogo, nel tentativo soggettivo di decontestualizzarli, perché la fotografia può anche creare “non luoghi”. Il progetto è in divenire, mutevole , nella speranza che possa stimolare la visione del nostro territorio per “ritrovare” la funzione progettuale e sociale di un nuovo e compartecipe utilizzo degli spazi con ritrovato investimento per futura memoria.

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