>>> Intervista A Michele Bono

Michele Bono è un giovane artista di Sciacca. Un policromatico pittore e scultore che gioca con la materia per ricreare un mondo fatato e spesso, apparentemente, distaccato dalla realtà. Un poliedrico sognatore che, a contatto con il mare, racconta di un mondo che forse non c’è più. Visitate www.michelebono.com

Quale e quando è stato il tuo approccio con il mondo dell’arte?
Sin da piccolissimo mi sono appassionato all’arte, tanto da decidere, con il passare degli anni, di frequentare prima l’istituto d’arte e poi l’accademia di belle arti.

Quali sono, se ci sono, i tuoi modelli? A chi guardi quando decidi di metterti a lavoro?
I miei punti di riferimento indiscutibili sono Chuck Close, Ron Mueck, Takashi Murakami e Lucian Freud.

Che tecniche usi?
Adoro utilizzare tantissime tecniche diverse, proprio perché cerco sempre nuovi stimoli e nuove strade da percorrere, ma principalmente lavoro con l’acrilico, la ceramica e la vetroresina.

Quali sono i soggetti più frequenti delle tue opere? E perché?
Da sempre sono attratto dalla figura umana in tutte le sue età e forme, dal bambino all’anziano, dall’uomo alla donna, ma al contempo amo sperimentare e intraprendere nuovi percorsi creativi, tanto da non disprezzare neanche il disegno totalmente astratto.

Incide in qualche modo nel tuo lavoro il tuo essere siciliano?
Sicuramente sì. Per un certo periodo, ad esempio, ho concentrato la mia ricerca sul tema degli sbarchi clandestini a cui giornalmente tutti noi assistiamo. Oppure, quando lavoro sulla figura umana, mi rifaccio ai volti scavati vissuti dalla fatica dei pescatori che incontro al porto o alle vecchiette dei cortili.

Cosa ne pensi del Festival >>>ritrovarsi?
Il Festival ritrovarsi, come ho sempre detto, è molto interessante proprio per il fatto che porta opere d’arte in luoghi dove solitamente non si vedono, dando la possibilità ad un vasto pubblico di poter apprezzare sia l’opera in se per se ma anche i cortili che probabilmente neanche si riconoscono. Un connubio, dunque, molto interessante. Credo, però, che l’iniziativa abbia bisogno di una direzione artistica che detti le linee guida e che faccia una selezione delle opere più severa.

L’opera che ho presentato a Ritrovarsi 2013 s’intitola “La ramigna”. Con questa si vuole denunciare lo scempio effettuato in alcuni cortili, qui la mano contemporanea ha asfaltato tutto fin davanti le entrate delle case delle vecchiette che quotidianamente vivono e fanno vivere quei luoghi. Se si passa per questi cortili, davanti le porte di casa, le donne tengono una serie di piante che con tanto amore accudiscono e curano. Le mie due sculture erano inserite proprio in questo contesto, due piante totalmente nere che richiamano il colore dell’asfalto invadente che tutto ha travolto.
La pianta ha una forma circolare che richiama la piazza o il cortile, qui, però invece di crescere dei fiori fuoriuscivano delle sagome di donne siciliane stilizzate, con il classico chignon e la veste nera merlettata.

3 - childhood

La ramigna
terracotta monocroma – 80x50x40cm – 2013

2

CA
vetroresina e smalto – 43x43x23cm – 2008

3

Lucia
acrilico su tela – 200x140cm – 2007

Author: Virginia Glorioso

Mi chiamo Virginia Glorioso e sono una giovane storica dell’arte. Amo il cosiddetto “lavoro dietro le quinte”, cioè tutto il percorso che porta alla realizzazione di una mostra, dal contatto diretto con gli artisti alla comunicazione dell’evento, dalla progettazione di una esposizione all’inevitabile e inesorabile imprevisto. Quando ci si rapporta all’arte per lo più si ha la certezza di parlare o di leggere “roba pallosa”. Con ritrovarsi.net tenterò di incuriosire e chissà appassionare anche i più titubanti al poliedrico mondo dell’arte.

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