>>> Architetture di pane

San Biagio Platani dal 20 aprile al 18 maggio

Una delle feste più scenografiche che si svolge in Sicilia è la cerimonia degli archi di pane a San Biagio Platani, vicino Agrigento. La tradizionale ricorrenza viene celebrata ogni anno durante il periodo Pasquale per questo, la celebrazione, assume anche il nome di Archi di Pasqua e, quest’anno rimarrà aperta al pubblico fino al 18 Maggio.

“Per San Biagio Platani la festa degli Archi di Pane costituisce il momento centrale della vita religiosa, ma anche sociale e culturale dell’intera comunità. Per il Paese agrigentino il rito pasquale degli Archi di Pane è la Festa, il momento nel quale un’intera comunità è impegnata a costruire quell’architettura effimera in un intreccio di esperienze umane e artigianali che non conoscono differenze sociali, economiche e di età. Dunque, gli Archi di Pane hanno un alto valore di grande socializzazione che riunisce tutti i cittadini attorno ad un rito religioso unico in Italia”.

Un singolare appuntamento al quale lavorano per mesi interi le due confraternite del paese ‘I Madunnara’ in devozione alla Madonna e ‘I Signurara’ in dedizione al Cristo Risorto. Le due ‘squadre’ si adoperano durante le settimane precedenti all’evento per decorare i maestosi archi che orneranno le vie principali del paese. Le costruzioni sono realizzate con canne e ferle che fungono da scheletro alle immense impalcature degli archi, cupole e campanili, che verranno poi decorate con agrumi, alloro e pane ma anche salici, asparagi, rosmarino, cereali, e datteri, tutti elementi con un determinato significato simbolico.

“Un felice intreccio di simbologie che, come direbbe il grande storico dell’arte e antropologo tedesco Erwin Panofsky, è una migrazione di simboli, che dai paesi grecizzati, orientali sale fino ai territori dell’occidente cristiano. Dunque, tradizione pagana intrecciata e contaminata con l’infinita iconografia simbolica della religione cristiana. Protagonista centrale e assoluto di questa emigrazione di contenuto simbolico è il Pane. Pane concepito nelle tradizioni religiose pagane quale simbologia della fertilità natura, della terra che rinasce a nuova vita e che dona all’uomo la vita essenziale, basica. Simbologia pagana del pane che migrando nell’alto bacino del Mediterraneo occidentale ha subito un processo di cristianizzazione, divenendo così il simbolo più chiaro del corpo di Gesù Cristo. Corpo sacro del rito cristiano fatto delle essenze della terra, intriso di umanità, di sapienza umana”.

La tradizione degli archi di pane ha origini remote, le radici della sua nascita risalirebbero infatti al XVII secolo quando ancora il paese contava poco meno di mille anime. Una celebrazione folkloristica e religiosa in cui il sacro e il profano si fondono in una tradizione fortemente voluta dalla popolazione che risuona anche nei paesi limitrofi.

“Il progetto realizzato quest’anno è stato denominato ‘Architetture di Pane Sacralità e Contemporaneità’ ed è un progetto artistico-culturale finanziato dalle Regione Siciliana, assessorato Beni Culturali, che ha quale obiettivo la promozione e la valorizzazione dell’ antica tradizione religiosa degli Archi di Pane attraverso le opere di arte contemporanea che diverranno protagoniste dell’installazione. In un luogo dall’antica storia e dalla centenaria tradizione religiosa, come lo è San Biagio Platani, soggiorneranno e lavoreranno alcune fra le più prestigiose figure dell’arte contemporanea italiana che, in un connubio creativo e umano, realizzeranno le loro opere, aiutati dalle maestranze locali degli Archi di Pane”.

Quattro gli artisti che invitati, hanno aderito alla edizione 2014 degli Archi di Pane. “Gli Archi quest’anno ospiteranno le opere di artisti di fama nazionale come Marco Nereo Rotelli, Letterio Pomara, Mimmo Di Cesare e Carmelo Navarra, con produzioni appositamente realizzate, che con linguaggi diversi, compresa la poesia, interpreteranno e arricchiranno il paesaggio urbano e il panorama artistico-religioso di San Biagio Platani. Queste opere d’arte, in questa edizione, tratteranno il tema dell’accoglienza umana. L’accoglienza di quella umanità in fuga dalla propria terra perché perseguitata, umanità contemporanea che è costretta a lasciare la propria vita, il proprio Cielo, la propria Storia per approdare ad una Speranza che si chiama Libertà

Un lavoro minuzioso e affascinante che lascia sbalordito lo spettatore dinanzi la visione di molteplici opere d’arte, realizzate con linguaggi artistici, materiali e tecniche differenti fra loro ma legate dal filo rosso della contemporaneità e della semplicità dei linguaggi. Fotografia e visual art sono le discipline selezionate per le due mostre realizzate all’interno degli archi, che ben si adattano ad un primo approccio della cittadinanza ai nuovi linguaggi espressivi dell’arte e che hanno permesso di collocare le opere in esterno.

Due sculture/installazioni completano l’allestimento: L’Isola per Leonardo Sciascia di Mimmo Di Cesare opera minimale che si configura anche come un’operazione di arredo urbano. Pochi elementi realizzati a completare l’opera che sembra appartenere da sempre al luogo in cui è stata collocata.

L’opera Il Viaggio di Carmelo Navarra sposa il tema della manifestazione e diventa simbolo di libertà e omaggio ai migranti. Due grandi ali realizzate in marmo svettano su una barca appena accennata che trasporta anime raffigurate come farfalle.

Quest’anno la struttura del progetto viene investita da un profondo significato umanitario, in riferimento ai profughi e agli immigrati.

Le opere contemporanee inserite negli Archi di Pane di San Biagio ci vogliono ricordare che noi italiani abbiamo perso la Memoria, ci siamo dimenticati di essere stati clandestini, emigranti, naufraghi. Attraverso l’arte visiva, la fotografia e la poesia ri-conosciamo che anche noi, come quegli uomini sepolti nel mare di Lampedusa, nel Mare Mediterraneo, siamo stati considerati stranieri, pellegrini con le valigie cariche di disperazione, ma anche di speranze.

Cliccate sul nome per avere maggiori informazioni sugli artisti.

MIMMO DI CESARE

MDiCesareA San Biagio Platani realizzerà un’opera estremamente compatta, interamente vibrante, spesso caratterizzata da grandi forme spaccate, che si ‘aprono’ e danno vita a rapporti contrapposti. Ecco che nasce la forma archetipo ‘solare’ aperta, solcata da forti segni che convergono in un grande e deciso ‘triangolo’ figura geometrica elementare basilare nel suo linguaggio scultoreo. L’opera in pietra e ferro ‘Isola’ per Leonardo Sciascia, istallata a San Biagio Platani raccoglie insieme tutti questi elementi e li elabora come omaggio alla città degli Archi di Pane.

 

San Biagio Platani (Ag) per Arch. Stefania Giacchino

CARMELO NAVARRA

Carmelo NavarraL’opera “Il Viaggio” è una costruzione scultorea che, attraverso la raffigurazione della narrazione mitologica di Dedalo e di KoKalos, si fa magnifica metafora del Viaggio contemporaneo. Dedalo, l’uomo in fuga dalla sua terra perché perseguitato, nell’opera di Navarra diventa il simbolo di quell’umanità contemporanea che è costretta a lasciare la propria Terra, il proprio Cielo, la propria Storia per approdare ad una Speranza che si chiama Libertà. L’opera di Carmelo Navarra al contempo diventa una Parola forte che si fa messaggio etico: purtroppo noi italiani abbiamo perso la Memoria, ci siamo dimenticati di essere stati clandestini, emigranti, naufraghi. Anche noi, come quegli uomini sepolti nel mare di Lampedusa, nel Mare Mediterraneo, siamo stati considerati stranieri, pellegrini con le valigie cariche di disperazione, ma anche di speranze. San Biagio Platani

LETTERIO POMARA

LPomaraMiniaturaPer San Biagio Platani ha realizzato un lavoro fotografico le cui protagoniste sono le Donne. Un’opera fotografica questa di Letterio Pomara che vuole essere un omaggio poetico all’Universo femminile ed in particolare alle donne di San Biagio Platani che – in prima persona si sono rese disponibili – lasciandosi fotografare dall’artista per lanciare un messaggio forte contro tutto quello che è dolore e violenza contro le donne. Le opere che contengono questi ritratti in bianco-nero, verranno sapientemente contestualizzate all’interno degli Archi di Pane.

San Biagio Platani (Ag) per Arch. Stefania Giacchino

MARCO NEREO ROTELLI

MiniaturaNel paese dove viene realizzata la tradizionale festa degli Archi di Pane, una festività che si tramanda tra Oriente ed Occidente, Marco Nereo Rotelli, si affida all’idea del pane come simbolo di poesia. Nell’anno dedicato al Centenario di Mario Luzi, che fu personale amico dell’artista, Rotelli sceglie l’utilizzo di un profondo significativo verso del poeta per ‘trasformarlo’ in oggetto reale, simbolo sociale, culturale e spirituale: il pane. In collaborazione con i poeti: Adonis, Siria, Yang Lian, Cina, Thar Ben Jelloun, Marocco, Muriel Augry Merlino, Francia, Tahar Bekri, Tunisia, Yolanda Castaño, Spagna, Raquel Ianseros, Spagna, Miguel Angel Cuevas, Spagna, Venus Khoury Ghata, Libano, Elio Pecora, Italia e dei poeti siciliani: Paolo Lisi, Angelo Scandurra e con un verso del filosofo recentemente scomparso: Manlio Sgalambro.

San Biagio Platani (Ag) per Arch. Stefania Giacchino

Author: Stefania Giacchino

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